Il pesce rosso: 5 motivi per cui non vive a lungo

Non è la prima volta che compri un pesce rosso e, com’è come non è, dopo qualche giorno in cui tutto sembra andare per il meglio vai a dargli da mangiare e lo trovi a pancia all’aria che galleggia senza dare segni di vita.

Sebbene ci siamo abituati, perché spesso è così che vanno le cose, in realtà non dovrebbe assolutamente andare in questo modo.

In questo articolo vediamo i 5 motivi principali che fanno andare tutto in malora.

Questo è probabilmente il motivo principale, in assenza di patologie.
Purtroppo può capitare che, a nostra insaputa, il nostro pesciolino rosso sia già malato dal momento dell’acquisto in negozio.

Questo può essere evitato osservando bene l’esemplare che ci interessa, ma ancora prima selezionando un negozio di buona qualità.

Se questo punto non è in discussione, molto facilmente potrebbe essere il caso di prestare attenzione alle dimensioni dell’acquario che andremo ad offrire al piccolo nuotatore.

Sì, abbiamo scritto acquario con cognizione di causa. Perché siamo abituati a pensare a un piccolo pesce rosso chiuso in un sacchetto di plastica, che presto sarà riversato in una boccia di vetro sferica oppure in una vaschetta rettangolare con lo sportellino in alto per il cibo, entrambi grandi circa 30 o 40 centimetri, con magari anche una pianticella di plastica sul fondale.

Bene, è fondamentale sapere che queste condizioni di vita sono quasi totalmente incompatibili con la vita del nostro silenzioso amico.
In alcuni casi può capitare che rimanga in vita anche un paio d’anni e che cresca di qualche centimetro.

Bisogna, però, sapere che le dimensioni medie di un pesce rosso adulto possono arrivare anche a 25-30 centimetri (pinna caudale inclusa) di lunghezza e la grandezza del corpo può raggiungere quella di un pompelmo di medie dimensioni.
Riguardo l’aspettativa di vita di un esemplare sano e ben curato, invece, si attesta intorno ai 25-30 anni. Altro che un paio d’anni!

Attenzione:

tenere un pesce in un ambiente ristretto gli permetterà di vivere solo poche ore. Deve essere una condizione limitata a permetterci di trasportarlo da un posto all'altro.

Quindi, sbarazziamoci dell’imaginario collettivo, che ci influenza negativamente, e pure della vaschetta o boccia di vetro.

Quello che ci servirà è un acquario a tutti gli effetti, con tanto di filtri, termometro, piantine acquatiche vere, fondale adatto e acqua in quantità e parametri adeguati. Se la posizione dell’acquario non favorisce una corretta illuminazione, in grado di garantire il corretto ciclo giorno-notte, allora ci servirà anche una lampada temporizzata.

Per quanto riguarda le dimensioni, un buon parametro di misura è calcolare che ogni pesce necessita di uno spazio di circa 6 volte la propria lunghezza potenziale da adulto.

La superficie è meglio che sia ampia e scoperta, per mantenere una buona ossigenazione. Lo scambio dei gas, infatti, avviene sulla superficie dell’acqua. Il biossido di carbonio esce e l’ossigeno entra. Anche una pietra porosa posta sul fondo aiuterà questo scambio.

Teniamo anche in considerazione lo spazio per gli arredi, molto graditi dai nostri amici colorati, e che dovremo porre preferibilmente al centro o verso i bordi, in modo che abbiano sufficiente spazio per nuotare liberamente.

Alcune delle migliori piante vive da inserire nell’acquario sono:

  • Hygrophila
  • Falce di Giava
  • Amazon Sword
  • Vallisneria (tutte le varietà, occhio a quella gigante perché… diventa proprio gigante!)
  • Moss Balls (palle di muschio)
  • Pond Weed (erbaccia di stagno)
  • Cryptocoryne (tutte le varietà)

Alcune sono leggere e galleggianti, altre sviluppano grossi e robusti rami. Metterne di varie tipologie è la cosa migliore, basta che non limitino troppo lo spazio vitale.

Il fondale è bene che sia in grana grossa, per evitare il rischio di ingestione di particelle che potrebbero causare blocchi intestinali e altre patologie deleterie per il pesce.

In definitiva, una buona misura dell’acquario per un solo pesce è di 200cmx60cmx60cm, tenendo conto che qualsiasi mancanza di profondità dovrebbe essere compensata aumentando larghezza o lunghezza.

Ma non è finita qui 🙂

2. Solitudine

I pesci rossi non dovrebbero mai vivere da soli, questo spesso ne aumenta lo stress e il declino dell’umore fino a farli “ammalare di solitudine” per poi deperire fino alla morte.

Sono animali sociali, in particolare “da branco sciolto” come accennato prima. Ciò significa che hanno una sensibilità emotiva l’uno verso l’altro e necessitano di contatto fisico. Non è raro vederli stare vicini, ad esempio quando magari sono un poco spauriti o disorientati oppure non stanno bene, ma anche rincorrersi e sfiorarsi come a darsi una sorta di pacca sulla spalla o stretta di mano; è il loro modo di comunicare che va tutto bene. Anche durante il sonno spesso si radunano.

Sebbene l’affollamento sia una notevole controindicazione, basti pensare al momento del pasto e a quanto possa diventare una zuffa confusiva, bisognerebbe pensare di prenderne almeno due esemplari, anche se tre sarebbe ancora meglio. Nel caso in cui, ancora meglio, vorremo prenderne 4 o 5 sarà indispensabile tenere conto di quanto detto finora rispetto alle necessità di spazio per ciascun pesce rosso considerando la sua potenziale dimensione da esemplare adulto.

Naturalmente, maggiore sarà il numero di pesci nell’acquario, maggiore frequenza dovrà avere la cura dell’ambiente per mantenere un livello di igiene ottimale, in modo da scongiurare le problematiche legate al punto che segue.

3. Igiene ambientale insufficiente

Questa è un’altra delle motivazioni per cui i pesci rossi muoiono nel giro di breve tempo. Spesso si pensa che riempire la loro vasca di acqua del rubinetto sia sufficiente per creare il loro ambiente ideale. 

Nulla di più sbagliato.

L’acqua dove vivono deve essere trattata con un apposito biocondizionatore che elimina nitriti, nitrati, ammoniaca, cloro… Insomma, tutta una serie di sostanze che per loro sono letali. Prima di inserire i pesci, inoltre, è necessario aggiungere un attivatore batterico liquido che andrà a ricreare il giusto ecosistema adatta a loro.
Anche piantine e arredi di plastica scadente possono rappresentare fonte di intossicazione, per le sostanze che potrebbero rilasciare, ma soprattutto perché ai pesci rossi piace piluccare le piantine acquatiche. Il rischio è che ingeriscano dei pezzetti di plastica, con ovvie conseguenze catastrofiche.

La stessa cosa può accadere con il fondale, se composto di ghiaia a grana troppo fine; questo principalmente perché ai pesci rossi piace scandagliare il fondo in cerca di cibo. Se dovessero accidentalmente ingerire della sabbiolina finirebbero per avere un blocco intestinale che, se non risolto, potrebbe portarli a infezioni e setticemie.
Anche quando l’acqua è torbida e piena di residui organici è un segnale del proliferare di batteri e miceti che riducono la vita dei pesci.

In particolare, se abbiamo tanti pesci che vivono tutti insieme, il carico organico (livello di rifiuti prodotti dai pesci, come feci oppure escreti dalle branchie) sarà molto elevato con la conseguente proliferazione di svariate malattie.
Bisogna cambiare l’acqua settimanalmente del 25% alla volta, mediamente. Ma se è tanto sporca, magari perché non abbiamo installato i filtri oppure i nitrati superano il livello 20, dobbiamo cambiarne il 50%.
Ricordiamoci che il pH dell’acqua deve essere di valore compreso tra 6,5 e 8,2.
Un valore diverso fa male ai pesci e ce ne si può accorgere osservandone il comportamento, che spesso diventa frenetico. Il livello di nitriti invece deve essere 0.

È facile intuire come le condizioni igieniche possano portare a far ammalare i pesci, come descritto nel prossimo punto.

4. Problemi di salute

I problemi di salute sono molto spesso un’altra causa del deperimento rapido e precoce dei nostri amici.
Ci sono moltissime forme di malattia che possono colpirli, con diversi gradi di intensità e rapidità. Spesso sono risolvibili se non trascurate, ma se non riconosciute possono facilmente portare il pesce alla morte.

Alcune tipologie sono:

  • Intossicazione da nitriti, nitrati e ammoniaca
  • Intossicazione da metalli e sostanze chimiche
  • Infezioni batteriche, virali e micosi

Nel caso in cui abbiamo diversi pesci e uno muore, bisogna toglierlo immediatamente dalla vasca con un retino o guanti in lattice (alcune condizioni potrebbero essere contagiose o infettive anche per noi!). Osserviamo che non riporti evidenti segni di malattia, perché potrebbe essere il primo ad averci lasciato…le squame, altri potrebbero essere malati ma in modo meno evidente. Inoltre, lasciare il pesce morto nell’acquario per troppo tempo potrebbe contaminare l’acqua per via della decomposizione.

Per qualsiasi dubbio ricordiamoci che possiamo sempre contattare un veterinario!

5. Temperatura troppo bassa

Per ultimo, un motivo che spesso viene completamente sottovalutato.
Bisogna sapere che i pesci rossi sotto i 12° centigradi smettono di alimentarsi. Se non prestiamo attenzione alla temperatura dell’acqua potranno letteralmente morire di fame!

La temperatura ideale dell’acqua deve essere intorno ai 23-24° centigradi.

Info Utile:

se non si vuole far riprodurre i pesci rossi bisogna tenere la temperatura intorno ai 23-24° tutto l'anno. Una temperatura più alta verrà interpretata come l'arrivo della primavera, stagione della riproduzione.

In questa raccolta in 5 punti abbiamo scoperto che, per prendersi adeguatamente cura del pesce rosso, ci sono molti più dettagli da tenere in mente di quanto non immaginassimo.
Queste informazioni potranno essere utili a chi è partito, diciamo, con il piede sbagliato, ma ancora di più per chi sta pensando di prendere in casa un pesce rosso.

Per fortuna ora possiamo procedere al meglio!