Il furetto: comportamento, gestione e costi

Indecisi se prendere un cane o un gatto?

Bene, per la regola universale che recita: “Tra i due litiganti, il terzo gode” la risposta è…
Prendete un furetto!

In questo articolo vi proponiamo un approfondimento su questo musetto simpatico, che ha indole simile a quella del cane e il comportamento domestico più vicino a quello di un gatto.

Strettissimo cugino della famigerata puzzola, anche il furetto fa parte della famiglia dei mustelidi (come la donnola, l’ermellino, il visone o la lontra). È un mammifero di taglia medio-piccola, carnivoro e predatore.

Il furetto non è un animale che esisteva in natura, ma è frutto dell’addomesticamento della puzzola europea, di cui è una sottospecie (mustelini). Infatti, il suo nome latino è Mustela putorius furo, che si traduce in Faina puzzolente ladra.

Certo, il nome originale non risulta particolarmente invitante. Però deriva da alcune caratteristiche come il fatto che tende a raccogliere e nascondere il cibo o al caratteristico odore pungente.

Curiosità:

verso la fine del 1800, in Nuova Zelanda, il furetto fu introdotto come metodo di contenimento biologico per il coniglio, che infestava i campi e portava enormi danni all'agricoltura. I risultati furono buoni, ma come danno collaterale registrarono una drastica diminuzione delle popolazioni di uccelli autoctoni. Ops!

Le femmine sono sempre più piccole dei maschi, e generalmente le dimensioni variano tra i 40 e i 60 centimetri di lunghezza, coda compresa, mentre il peso varia tra 1,5 e 2 kg. Il corpo è affusolato e longilineo con zampe corte.
La testa è triangolare, con occhi vispi e orecchie tondeggianti, mentre il naso varia di colore dal rosa fino alle tonalità del marrone o anche nero. Ha 34 dentini belli aguzzi con canini particolarmente pronunciati e affilati.

Nella quotidianità assomiglia molto al cane nel modo di relazionarsi. È giocherellone, si affeziona molto alla sua famiglia umana e, se ben abituato, riconosce il suo nome o un segnale e corre quando lo chiamiamo. Se lasciato solo a lungo, soffre di solitudine, cosa che può portare a sgradevoli modifiche del comportamento (maggior depressione e distanza da tutti, ma in alcuni casi anche aumento dell’aggressività).

In molti atteggiamenti, però, assomiglia molto al gatto. Ad esempio, gioca con palline, tubi e altri allestimenti vari, dorme nelle ceste con panni caldi (o insieme al padrone in molti casi :)) e, soprattutto, sporca nella lettiera e non si fa le unghie sui tessuti e mobili! Musica per le nostre orecchi, giusto?

L’aspettativa media di vita del furetto oscilla tra gli 8 e i 12 anni, quindi da tenere presente come impegno a lungo termine!

Info Utile:

il furetto è altamente ipoallergenico, ovvero alle persone allergiche da reazioni nulle o bassissime. Dato che alcune persone sono allergiche proprio al furetto, è altamente consigliabile passare del tempo a contatto con un esemplare per essere sicuri di non avere reazioni, in caso si stia decidendo di prenderne uno.

Ma quanto costa mantenere un furetto?

I costi di un furetto

Come per tutti gli animali, è utile farsi un’idea dei relativi costi quando si sta pensando di prenderne uno.

Riguardo al furetto, abbiamo compilato questa tabella riassuntiva con una stima dei costi che ci si può aspettare di dover sostenere.

VoceCosto indicativo
Furetto €130 - €200
Sterilizzazione (chimica) €120 (impianto) + €40 (pipette)
Vaccinazioni €35 - €45
Microchip €80 - €100 (in base al veterinario)
Cibo secco €6,50 - €12 (al Kg)
Cibo umido €9 - €20 (al Kg)
Gabbia €85 - €220 (in base alle dimensioni)
Accessori €6 - €20
Cuccia €10 - €20
Giochi €7 - €15

Teniamo conto del fatto che alcune spese saranno ricorrenti, come le visite mediche o il cibo, mentre altre saranno sporadiche (vaccinazioni, gabbie o giochi che si usurano) oppure uniche come la sterilizzazione. Fatte una volta e non ci si pensa più.
I costi, invece, delle visite veterinarie variano sensibilmente in base ai prezzi di listino di ogni singolo medico.

Vediamo qualche dettaglio di alcune delle voci.

Furetto

Gli esemplari si possono acquistare nei negozi di animali, a cui i costi fanno principalmente riferimento, ma esistono altre opzioni altrettanto valide. Ad esempio gli allevamenti, che hanno il vantaggio di potervi dare maggiori informazioni sull’animale, la sua storia familiare e le caratteristiche genetiche. Si può sempre rivolgersi a privati, facendo grande attenzione all’affidabilità della persona per evitare spiacevoli sorprese, ma c’è anche una soluzione che è particolarmente interessante. Ovvero, adottare un furetto!

Furettomania è un’associazione ONLUS con sede in provincia di Varese che è specializzata nell’aiutare le persone interessate a questi simpatici animaletti e, tra le molte cose di cui si occupano, spiccano l’anagrafe e l’assistenza all’adozione di furetti.
Il loro sito è una vera miniera di informazioni sull’argomento a tutto tondo, invitiamo tutti a consultarlo. Ne vale veramente la pena!

Attenzione, però. Il fatto che l’adozione non comporti costi, come per l’acquisto, non è un buon motivo per prendere la cosa alla leggera.
Come in tutti i casi in cui si decide di prendere una creaturina in casa nostra, è doveroso farlo ponderando bene la situazione e la nostra disponibilità ad assumerci la responsabilità. I nostri pet non sono dei peluche.

Sterilizzazione

Esistono fondamentalmente 2 metodi di sterilizzazione. Quella chirurgica e quella chimica.
Nel tempo, quella chirurgica è stata pian piano abbandonata perché si è notato che favorisce l’insorgenza di tumori alle ghiandole surrenali. Oltre a ciò, ha un costo più elevato e tutto il decorso post-operatorio da gestire.

La soluzione più utilizzata è la sterilizzazione chimica mediante installazione di Suprelorin, un impianto sottocutaneo che rilascia il principio attivo deslorelina. Potete trovare maggiori informazioni a questo link.

Nella maggior parte dei casi l’operazione è indolore e senza complicazioni, qualche volta è possibile che ci siano dei gonfiori nelle prime settimane successive oppure delle infiammazioni. Questo è normale, nulla di cui preoccuparsi.

Vaccinazioni

Il cimurro nel furetto è mortale al 100%, va quindi fatto sempre vaccinare tra il primo e secondo mese dalla nascita. Seguiranno 2 richiami mensili e poi il richiamo annuale che andrà avanti a vita.

L’altra vaccinazione possibile è quella alla rabbia, ma solo se dovete portarlo, o abitate, in Friuli Venezia-Giulia, in Trentino Alto-Adige o in Veneto, dove sono stati riscontrati dei casi di rabbia negli animali selvatici. In Sardegna hanno abolito l’obbligo ma, in caso di spostamenti, alcune compagnie d navigazione potrebbero ancora richiederla.

Generalmente è una vaccinazione che non viene più fatta, perché non si sono verificati più casi da oltre 10 anni.

Microchip

Come per il gatto, non è obbligatoria ma altamente consigliata l’installazione del microchip al furetto.
Oltre al fatto che è obbligatorio in caso di viaggi fuori Italia, è sempre estremamente utile per 2 motivi principali:

  1. Vi identifica come legittimo proprietario
  2. È estremamente utile in casi di smarrimento

Se il vantaggio in casi di smarrimento è piuttosto ovvio, lo è meno riguardo al risultare come legittimo proprietario. Come riportato in questo nostro articolo dedicato al microchip, esistono diversi casi di appropriazione indebita di animali domestici che possono essere evitati o superati grazie proprio a questo impianto. Da considerare!

Riguardo al costo, molte ATS lo installano al prezzo di costo o addirittura gratis. I veterinari, come detto sopra, hanno i loro prezzi.

Infine, come accennavamo, sul portale di Furettomania c’è la pagina dedicata all’Anagrafe Italiana Furetti e tutte le spiegazioni annesse. Questo è il link.

Info Utile:

di solito l'applicazione del chip avviene ad animale sveglio, però, considerata la taglia media dei furetti e le dimensioni dell'ago di inserimento, spesso i veterinari lo fanno in sedazione completa. Considerate anche i costi dell'anestesia, qualora preferiste rivolgervi a un veterinario autorizzato.

Cibo

Questo animale è un carnivoro puro, ciò vuol dire che deve mangiare solo carne. Niente cereali, frutta, zuccheri, insomma niente carboidrati né fibre.

Purtroppo, molti cibi per furetti non sono di grande qualità. Una valida alternativa è acquistare cibo per gatti GRAIN FREE (senza grano). È consigliato comunque sempre alternare i cibi, in modo da sfruttare tutte le proprietà delle varie marche.

Trovate maggiori dettagli al punto Alimentazione.

Gabbia

Il furetto è un animale che alterna lunghi momenti di riposo ad altri di intensa attività fisica. È estremamente curioso e ha bisogno di muoversi nello spazio.

Risulta utile avere una gabbia, capiente il giusto in base alla taglia, ma non potrà viverci costantemente. Nel caso in cui debba stare a lungo in richiuso, ricordiamoci di farlo uscire per lunghi periodi altrimenti ne soffrirà terribilmente.

Un’ottima alternativa alla gabbia sono i playpen (recinti modulabili). Fate attenzione che siano alti almeno 70 cm e che abbiano sbarre verticali e strette (2,5/4cm) in modo che non possano passarci attraverso.

Cuccia

Non ci sono esigenze particolari, tranne il fatto che i furetti amano dormire al caldo. Panni o vecchi abiti in microfibra in una cesta, come per esempio un pile, saranno un perfetto sostituto di una cuccia acquistata. Diversi modelli carini, pratici e piuttosto economici si possono comunque trovare facilmente su Amazon.

Giochi

Come per gli accessori, anche per i giochi su Amazon potete sbizzarrirvi. 

La cosa importante da tenere in mente è che siano duri e resistenti e di dimensioni che il furetto non possa ingerire. Potete immaginare le conseguenti tragiche patologie, cosa che tratteremo più avanti.

La cura del furetto

Ora che abbiamo un’idea migliore di cosa serve per il furetto, con relativa media dei costi, passiamo agli aspetti più vicini alla convivenza e gestione quotidiana.

Abbiamo raggruppato i contenuti in queste tematiche principali.

Habitat e ambiente

Sebbene sia un animale nato in cattività, il furetto mantiene tutte le caratteristiche del predatore, cacciatore ed esploratore innate e tipiche dei mustelidi. 

In poche parole: è una piccola peste combina guai.

Per questi motivi tende a uscire all’aria aperta e a scappare in giro, se non stiamo più che attenti.
Se vogliamo che esca, assicuriamoci che gli spazi aperti siano recintati e non abbiano feritoie o passaggi che lo porterebbero a perdersi nell’impeto dell’esplorazione.

Volete portarlo a passeggio? Nessun problema! 

Dovrete gradualmente abituarlo a guinzaglio e pettorina (meglio che il collare). Potete scegliere il colore che preferite e selezionare la qualità, come sempre. Alcune sono migliori di altre.

Rispetto agli spazi interni, invece, conviene inizialmente scegliere una stanza in cui lasciare che si ambienti, ma non prima di averla attentamente perlustrata… dal suo punto di vista.

Abbassiamoci a terra e andiamo a cercare tutti i possibili pericoli o angolini in cui potrebbe andarsi ad infilare e dove non riusciremmo ad andarlo a recuperare.

Una lista dei principali potrebbe essere:

  • Spazi tra mobili e muri
  • Divani letto (parti interne)
  • Ventole e condotti di aerazione
  • Componenti elettrici (prese e ciabatte)
  • Fiamme o parti incandescenti
  • Zone detersivi
  • Zone dispensa
  • Pensili
  • Elettrodomestici (lavastoviglie, lavatrici,..)
  • Oggetti pesanti che potrebbe tirarsi addosso
  • Oggetti morbidi masticabili (gomme, guanti, palloncini, materiale da imballo, solette di scarpe,…)

La lista non è assolutamente completa, sarebbe chilometrica, ma avete colto il messaggio. Inoltre, è facilmente intuibile che la cucina sarebbe un ambiente da cui tenerlo alla larga.

Attenzione:

i furetti adorano scavare! Non lasciamo vasi con terra nei paraggi.

Ma non è finita qui, per la nostra gioia.

Dobbiamo stare molto attenti anche ai nostri comportamenti, come:

  • Controllare che non si infili in armadi, cassetti o porte mentre passiamo, per evitare di schiacciare o rinchiudere inavvertitamente la bestiola;
  • Chiudere sempre il coperchio del WC;
  • Non lasciare sedie o rialzi vicino a finestre aperte;
  • Quando ci sediamo su divani o poltrone, controlliamo che il furetto non stia dormendo sotto un cuscino;
  • Verificare che non si sia rannicchiato all’interno di elettrodomestici prima di farli partire (lavatrice, asciugatrice, lavastoviglie,…).

Info Utile:

i furetti sono piuttosto miopi, hanno scarso senso della profondità e NESSUN senso dell'altezza. Teniamone conto!

Alimentazione

Come abbiamo detto, il furetto è un carnivoro a cui fanno particolarmente male i carboidrati, come riso, pasta, cereali, frutta, verdura, dolci di tutti i tipi ma tollerano male anche il sale.

Ogni tanto un uovo, ma anche il pesce sembra non andare bene, perché spesso causa intolleranze o vomito.

Quindi è chiaro: carne, carne e un bel contorno… di carne.

Però possiamo dire che ci sono generalmente tre stili alimentari:

  • Alimentazione naturale (BARF, con piccole prede intere e crude)
  • Alimentazione industriale (crocchette e cibi confezionati)
  • Alimentazione mista (crocchette o preparati, misti a carne poco cotta)

La carne cruda è sconsigliata, perché quella che compriamo nei supermercati viene trattata per eliminare batteri dannosi per l’uomo, ma il furetto ha una flora batterica differente che potrebbe non essere in grado di processare quel tipo di microbi.
Anche congelare la carne, quindi con l’abbattimento termico, non sembra risolvere il problema.

Rispetto alle quantità, il furetto tende a regolarsi da solo, un po’ come il gatto. Quindi gli si può lasciare la ciotola con il cibo e quella con l’acqua fresca nel suo angolino. Per gli esemplari che hanno problemi di sovrappeso o sono semplicemente più golosi, possiamo porzionare noi delle dosi piccole e frequenti.

Questa impostazione sembra essere la migliore, perché i furetti hanno uno stomaco piccolo e il tratto digerente corto, in più tollerano male il digiuno.

Attenzione:

è stata rilevata una sensibile quota di insulinomi (tumori al pancreas) in furetti che vengono alimentati abitualmente con una quota di carboidrati superiore al 4%.

Igiene, pulizia e salute

Questo è un aspetto fondamentale per i furetti, come per tutti gli animali domestici.

Possiamo riassumerli in 4 punti importanti:

La cura del pelo

Spazzolatura: soprattutto durante il periodo della muta, e in media ogni paio di settimane. Si può usare una spazzola per gatti. Già che ci siamo, controlliamo anche l’eventuale presenza di parassiti. In tal caso, servirà un antiparassitario e una passata di pettine a denti stretti per ripulirlo a dovere.

Il bagno: da fare ogni 3 mesi circa ma non di più, perché indebolirebbe troppo il pelo e la cute. Vanno bene shampoo per cuccioli di cane o gatto.

Facciamo in modo che in bagno non ci siano correnti d’aria, che l’acqua sia tiepida e alta al massimo fino al collo. A molti furetti piace stare nell’acqua, ma non a tutti. Saranno loro a scegliere se immergersi e giocare, cosa che ci renderà la vita senz’altro più facile. 

Mettere dei giochi o piccoli oggetti in plastica che galleggiano lo aiuteranno a divertirsi e distrarsi.
Per insaponarlo è meglio tenerlo in mano, evitando che il prodotto gli vada negli occhi. Stessa cosa per il risciacquo.

Per asciugarlo è utile stendere a terra un paio di asciugamani, il furetto ci si rotolerà sopra istintivamente per asciugarsi. Se vogliamo, si può usare il phon ma attenzione a non farlo spaventare o a scottarlo. Teniamo la potenza al minimo e il calore sul tiepido.

Le unghie

Anche questa pratica è consigliata ogni 2 settimane, o comunque quando vi accorgete che le unghie iniziano a diventare troppo lunghe.

Meglio usare un tronchesino perché le forbici potrebbero schiacciare l’unghia. Bisogna fare molta attenzione ad individuare una vena rossa e tagliare solo l’eccedenza dell’unghia, altrimenti sanguinerà. Non è grave, ma doloroso e potrebbe traumatizzare l’animale rendendo difficile l’operazione in futuro.

Le orecchie

Questa potrebbe rivelarsi una vera sfida, il furetto non gradisce particolarmente la pulizia delle orecchie, ma va fatto perché nel cerume possono annidarsi batteri e microbi che portano malattie.

Si possono usare, anche in questo caso, prodotti per cani o gatti, ma anche l’olio di mandorla è una buona soluzione naturale.

Non facciamolo mai a secco, inumidiamo con il prodotto scelto e procediamo facendo movimenti circolari dall’interno all’esterno.
Non andiamo oltre a dove riusciamo a vedere, ci sarebbe il rischio di danneggiare i canali più profondi.

Non dobbiamo spingere il cerume in fondo perché formerebbe dei tappi duri e più dolorosi da togliere, situazione in cui dovremmo poi rivolgerci al veterinario.
Se serve, e se possibile, facciamoci aiutare da qualcuno a tenerlo. Così sarà più rapido e con meno rischi che faccia movimenti bruschi.

I denti

L’ideale sarebbe dare una passatina una volta a settimana, con una garza intorno al dito o con uno spazzolino per gatti.

Mai usare il dentifricio, contiene sostanze velenose per il furetto!

Si può anche programmare la pulizia dei denti dal veterinario, oppure utilizzare delle crocchette per gatti che contengono enzimi appositi per la pulizia dei denti. Molti la trovano una valida alternativa.

Patologie più comuni

Oltre a quanto già detto sulle vaccinazioni, altre malattie che colpiscono i furetti sono la filaria, i tumori e l’anemia aplastica.

Per la filaria confrontatevi con il veterinario, sarà lui a indicare la terapia preventiva a base di Ivermectina, se è il caso.

È doveroso, invece, aggiungere un paio di specificazioni per i tumori e l’anemia.

I tumori sono presenti molto più significativamente in esemplari frutto di incroci tra consanguinei. Teniamolo a mente nel momento in cui ci informiamo presso il negozio, l’allevatore o la persona da cui lo stiamo prendendo.

Curiosità:

la maggior parte dei dati sui tumori nel furetto arrivano dagli Stati Uniti, dove vengono utilizzati come cavie da laboratorio e fatti riprodurre tra consanguinei abitualmente. Si pensa che molti esemplari di quelle cucciolate siano poi stati dati come animali da compagnia a seguito del boom di interesse verso questa simpatica peste.

L’anemia aplastica, invece colpisce solo le femmine con calore protratto.

La femmina di furetto, una volta raggiunta la maturità sessuale, entra in calore fino a quando non si accoppia (l’ovulazione è indotta dal coito) oppure finché non viene sterilizzata.
Per l’eccesso di estrogeni nel sangue (iperestrogenismo) la furetta sviluppa anemia aplastica e può morire a causa di questa patologia.

Tra le ultime cose da tenere presenti, parlando di salute, sono i numerosi casi di occlusione intestinale dovuti all’ingestione di corpi estranei. Ricordate le indicazioni su quali giochi comprare per il furetto? Ecco, questo accade se la bestiola rosicchia, mastica e ingerisce cose che non può assimilare. Occhio anche alle sabbiette ecologiche per la lettiera o alla segatura! 

In generale, facciamo attenzione perché il furetto non dà segnali di malessere finché non è troppo tardi.

L’altra sono i colpi di calore. Questo perché il furetto ha poche ghiandole sudoripare, che servono a regolare la temperatura corporea. Ricordiamocelo soprattutto d’estate, eventualmente possiamo anche spostare il suo spazio in modo che non stia troppo tempo al caldo cocente.

Comportamento e addestramento

Infine, una parte più dedicata allo svago del furetto e pure nostro, con qualche consiglio utile su come insegnargli delle buone abitudini.

Svago e gioco

Il fuffo, come viene affettuosamente chiamato da molti padroni seriali di furetti, ha bisogno di una buona dose di interazione quotidiana con i suoi padroni. Non solo per controllarlo, e quindi evitare di trovarci a dire frasi come: “Non l’aveva mai fatto prima! Ma com’è possibile!“, ma anche per un altro motivo importante.

Il furetto di per sé non è un animale aggressivo, però deve abituarsi al contatto con l’uomo fin da piccolo per ridimensionare quella sua parte più selvatica che lo porterebbe a interagire in modo aggressivo.

In media, un furetto ha bisogno di 3 o 4 ore al giorno per giocare con noi e costruire una relazione, specie nei primi periodi dopo l’arrivo a casa. Questo, ovviamente, varia da carattere a carattere e da cosa ha voglia di fare in quel giorno o dato momento. Magari ha voglia di esplorare da solo o di farsi un lungo pisolino. Ma quando ha voglia di giocare con noi ce ne accorgeremo senza ombra di dubbio.

Alcuni dei suoi giochi preferiti sono:

La modalità “furia ballerina, facilmente riconoscibile perché il furetto rimbalza dappertutto, va contro mobili e muri, oppure saltella a piedi pari ripiegato da un lato. Spesso fa tutto ciò tenendo la bocca aperta e produce suoni o soffia. Questo segnale è da cogliere, vuol dire che molto felice e ci sta invitando a giocare!

La lotta libera, che spesso fanno tra loro acchiappandosi per la collottola e arrotolandosi, un po’ come fanno i coccodrilli con le prede. E infatti si tratta anche di un modo giocoso per stabilire delle gerarchie. Sempre per gioco, spesso capita che vogliano farlo anche con… le nostre caviglie. Occhio ai canini appuntiti!
Spesso però lo fanno anche da soli, stanno lì a rotolarsi da soli ma in realtà è lo stesso gioco.

Inseguimenti e agguati, da buoni cacciatori quali sono questo è un altro dei loro giochi preferiti. Teniamoci pronti ad avere i nostri piedi assaltati all’improvviso quando camminiamo per casa, per poi vederlo scappare via inebriato dal gioco. Quello è il segnale che vogliono essere inseguiti e presi!

Nel gioco con il furetto possiamo veramente sbizzarrirci, inseguimenti, lotta ma anche con palline, tubi, canne da pesca con oggetti che ciondolano.

Ed è proprio per preparare noi e lui ad una buona interazione reciproca che è utile vedere alcuni metodi di addestramento.

I morsi

Il furetto è spesso preso per un animaletto mordace e un po’ aggressivo. Questo è vero solo nei casi citati sopra, ovvero se l’animale non è stato ben abituato al contatto con gli umani, e soprattutto negli esemplari cuccioli o molto giovani. 

Ma ci sono altri aspetti da considerare.

Come moltissimi animali, la bocca e i morsi sono la via principale di contatto con gli altri.
In aggiunta a ciò, dobbiamo ricordare che il furetto ha una cute coriacea. Essendo molto più dura della nostra, che al contrario è piuttosto delicata e fragile, è meno sensibile.
Quindi, il fatto che mordicchi non è necessariamente un’espressione di aggressività. Spesso lo fa per giocare, ma non ha un senso della misura adatto alla nostra sensibilità.

Altre volte, invece, è il segnale con cui ci dice che lo stiamo infastidendo. Quando, ad esempio, lo prendiamo in braccio troppo spesso o quando non vuole. Oppure ancora, nella prima fase di conoscenza, appena portato in casa, quando il furetto sarà più interessato all’esplorazione dell’ambiente che alle nostre coccole.
Un buon primo passo è sempre quello di conoscere il nostro animale, prima di trarre conclusioni sbagliate sul suo comportamento.

Ora vediamo qualche consiglio sull’interazione, tenendo presente che i premi funzionano immensamente meglio delle punizioni.

Se vogliamo giocare alla lotta evitando di sentire i suoi dentini, possiamo farlo utilizzando uno straccio o un pupazzo, proprio come si fa con un cane.
Quando si stanca e si lascia prendere in braccio, diamogli una ricompensa, come un paio di crocchette o qualcosa che gli piace.

Se proprio esagera con i morsi, sgridiamolo ma senza metterlo a terra, altrimenti si convincerà che il morso è un buon modo di dirci che non vuole più stare in braccio.

Non agitiamogli le mani davanti al muso, non diamo colpi e scappellotti, perché li scambierebbe per gioco e potrebbe mordere di più. Inoltre, se collega il dolore all’interazione con noi ci starà lontano e perderà la fiducia.

Per immobilizzare il furetto bisogna sollevarlo per la collottola (pelle della nuca).
Per dirgli un bel NO deciso soffiamogli sul muso, senza metterlo giù. Se una sola volta non dà risultati, ripetiamo per altre 3 o 4 volte. In caso non voglia proprio recepire, lo mettiamo in una zona chiusa (trasportino, gabbia) e gli stiamo davanti sgridandolo con piglio deciso. In questo modo comprenderà il tono della voce, collegandolo alla disapprovazione dei suoi comportamenti.

Il principio del rinforzo positivo funziona così: ignoriamolo quando morde, premiamolo ogni volta che non morde.

È un procedimento che richiede tempo e dedizione, non pretendiamo di addestrarlo in 2 giorni.

La cassettina

Così come il gatto, il furetto è un animale pulito. Tende a sporcare sempre nello stesso posto e cerca di ricoprire i propri escrementi scavando. Soprattutto ci tiene a separare gli ambienti dove mangia e dorme da quelli dove fa i bisogni.

Nel primo periodo, soprattutto se è un cucciolo, sarebbe l’ideale allestirgli uno spazio chiuso (gabbia o playpen) con acqua e cibo da una parte e cassettina dall’altra. In questo modo la scelta sarà obbligata.
Ricordiamoci di fissare le ciotole e la cassettina, altrimenti giocando farà un gran baraonda e sporcherà dove gli capita. Prendiamo ciotole e contenitori in plastica, così non si ferirà nel farli cadere.

Negli spazi aperti, ci toccherà seguirlo passo passo.
Girerà per casa cercando il posto che più gli è congeniale, ecco quello è un buon luogo in cui mettere la cassettina affinché ci si abitui. In seguito potremo spostarla.

Se non vogliamo che sporchi in un certo luogo, possiamo metterci un panno su cui ha dormito (riconoscerà l’odore) oppure il suo cibo. Questo dovrebbe fungere da deterrente.

In caso si intestardisca o insista in un luogo non consono, basterà un secco NO ad alta voce per fermarlo. A questo punto, lo prendiamo e adagiamo nella cassettina.

Non sgridiamolo mentre è nella cassettina, altrimenti collegherà la disapprovazione al fare i
bisogni nel posto giusto, ma questo è il contrario di ciò che vogliamo!

Ancora una volta, quando l’avrà fatta nel posto giusto, premiamolo.

Se sporca in un luogo sbagliato, spostiamo gli escrementi dove dovrebbe farli. Questo lo aiuterà a collegare l’odore allo scopo della sabbietta, che non è quello di divertirsi a scavare.
Anche quando inizierà ad imparare, puliamo la cassetta parzialmente per lo stesso principio.

Ultimo consiglio, evitiamo le sabbiette polverose (danno problemi respiratori) e la segatura (alcune resine danno allergia).

Insomma ragazzi, si capisce chiaramente che il furetto non è certo un pet dal comportamento di un soprammobile.

È un animale vispo, energico e allegro che sa essere anche buffo, affettuoso e coccolone.
Sarà il compagno ideale per persone consapevoli, armate di pazienza ma a cui senz’altro riempirà la vita!