Il camaleonte: quale scegliere?

Per chi non è da “cane o gatto”, e preferisce cimentarsi con i rettili, il camaleonte è un’opzione sempre più presente nelle case degli amanti di animali particolari.

Scopriamo insieme quali sono le informazioni utili da tenere presenti, qualora volessimo prenderne uno da tenere con noi.

Il camaleonte è un rettile della famiglia Chamaeleonidae, un clade (variante) molto specializzata di lucertole. Fa parte dell’ordine dei rettili squamati, in cui ci sono circa 197 specie, a loro volta suddivise in 2 sottofamiglie:

  • Chamaeleoniae
  • Brookesiinae

Il motivo per cui il camaleonte è famoso è senza dubbio la sua capacità di cambiare colore, ma come fa? E perché e quando lo fa?

Come cambia colore il camaleonte?

Innanzi tutto è utile sapere che non tutte le specie di camaleonte cambiano colore. Le specie che hanno questa abilità, hanno 3 strati di cellule sotto la pelle, che è trasparente.

Lo strato superiore è composto da cellule cromatofore (pigmenti gialli e verdi), lo strato inferiore è costituito da guanofore (cellule di guanina, una sostanza cristallina colorata), mentre lo strato sottostante è fatto di cellule melanofore (contenenti melanina) in grado di schiarire o scurire il colore degli strati sovrastanti.

In uno studio pubblicato su Nature [link], i ricercatori evidenziano come il lavoro combinato di queste diverse tipologie di cellule sia sostanzialmente quello di alterare il riflesso della luce che le colpisce. I micro-cristalli in esse contenuti, in base alla posizione che assumono, emanano diverse frequenze d’onda che fanno percepire ai nostri occhi i diversi colori della loro pelle.

Ma cosa porta questo animale a cambiare colore?

Perché cambia colore il camaleonte?

Contrariamente a quanto si crede, il camaleonte non cambia colore per mimetizzarsi. I suoi colori cambiano principalmente per manifestare gli stati emotivi oppure a causa di condizioni fisiche, ma anche a causa della temperatura o delle condizioni di luce.
Sembra, quindi, che la capacità di mimetizzarsi sia più che altro una conseguenza molto utile ma la funzione principale rimanga nell’ambito della comunicazione.

Come è fatto il camaleonte?

Essendo rettili, sono animali ovipari, ma ci sono alcune variazioni in una specie in particolare. Le femmine di camaleonte di Jackson non depongono le uova ma le covano all’interno del ventre fino al momento della schiusa. Per questo vengono definiti ovovivipari.
In generale i maschi sono più appariscenti e dalle dimensioni maggiori, a differenza delle femmine che hanno colorazioni più tenui o scure, spesso sprovviste di corna o altre particolarità della specie di appartenenza e hanno dimensioni più ridotte in proporzione agli esemplari maschi.

Se l’abilità di cambiare colore è quella più conosciuta, non è assolutamente l’unica. Altre degne di nota sono la coda prensile (in alcune specie) e la lingua, che usa per cacciare e alimentarsi, a volte più lunga del suo stesso corpo. Gli occhi sono forse la componente più particolare, in quanto unica nel mondo animale. Il movimento di ogni occhio è totalmente indipendente e li fornisce di una vista a 360°. Quando li congiunge sulla preda, ha una visuale stereoscopica che gli permette di calcolare le distanze al millimetro. Il camaleonte non ha orecchie, ma è dotato dell’organo vomero-nasale per udito e olfatto.

Curiosità:

il camaleonte può trattenere il fiato per 2 ore!

Il camaleonte domestico

Le specie più diffuse in Italia di questo straordinario rettile sono principalmente 3:

  • il Camaleonte Velato (Chameleo calyptratus) detto anche dello Yemen;
  • il Camaleonte Pantera (Furcifer pardalis) dell’isola del Madagascar;
  • il Camaleonte di Jackson (Chamaeleo jacksonii).

il Camaleonte Velato

È una delle specie più indicate per iniziare ad allevare questi sauri. In età adulta può raggiungere i 40 centimetri e vive fino intorno ai 5 anni.
Necessita di molta umidità, per questo spesso si possono considerare delle voliere invece del classico terrario. Inoltre, è molto sensibile allo stress e vedere il proprio riflesso, ad esempio in una parete di vetro, potrebbe indurlo a pensare di essere minacciato da un rivale pronto a invadere il suo territorio. È un animale dal carattere di eremita, quindi assolutamente solitario.

il Camaleonte Pantera

Questa è una delle specie più grandi al mondo, può arrivare anche a 55 centimetri, dalla punta del naso a quella della coda, e anche uno dei più colorati. Per carattere, dimensione e facilità di allevamento è un’altra delle specie che meglio si adatta alla vita in cattività. Anche in questo caso è sconsigliato far convivere questo rettile con altri esemplari, ma nel caso in cui si voglia perseguire questa strada è utile aumentare del 50% le dimensioni del terrario per ogni esemplare che si inserisce nella colonia.

il Camaleonte di Jackson

Dalle caratteristiche protuberanze che ricordano quelle del triceratopo e la colorazione verde brillante con tonalità che si avvicinano all’azzurro e il giallo, questa specie ha bisogno di cure e attenzioni particolari perché soffre molto in cattività. Non è un rettile consigliato ai neofiti proprio per questo motivo.
Rimane di piccole dimensioni, circa 10 centimetri, e il corpo è piuttosto tarchiato. Anche lui è un animale tranquillo e solitario, si avvicinano solo ad altri esemplari femmina per l’accoppiamento.

Habitat e terrario

Questo animale è in generale particolarmente delicato e bisogna dedicare particolare attenzione al suo habitat artificiale per diminuire il più possibile le fonti di stress, in particolare quello da reclusione.
Non di rado, infatti, il camaleonte sviluppa una forte carenza da vitamina C e ciò gli causa un abbassamento del sistema immunitario e disidratazione.
Dovremo quindi prestare particolare attenzione a creare un habitat il più possibile simile a quello di sua provenienza.

Dimensioni

Il terrario per camaleonti è bene che abbia delle caratteristiche differenti da quelli standard per altri rettili, come ad esempio i serpenti. Non è particolarmente indicato il vetro, è meglio che sia fatto in reticolato (tipo le zanzariere) che permettono una ventilazione ottimale.
Deve svilupparsi in verticale, per rispettare il naturale modo di muoversi dell’animale, abituato ad alberi alti.
Delle buone dimensioni sono circa 1 metro in altezza, 60 centimetri in larghezza e circa 60 in lunghezza. Si possono valutare delle variazioni in base alla taglia dell’animale, tenendo conto anche delle prospettive di crescita, ma è importante ricordare la sua sensibilità alla cattività, menzionata in precedenza.

Fondo

Il fondale del terrario, sebbene possono funzionare anche pezzetti di corteccia e terriccio, può essere composto da un manto di erba sintetica. Questo semplifica la pulizia e tutela la bestiola dall’ingestione di pezzetti per lui non commestibili che potrebbero fargli male. In alternativa, si può anche lasciare spoglio.
Info utile: mettere una vasca sotto al terrario faciliterà la raccolta di acqua e sporcizia, facilitandone la pulizia.

Ambiente

Per realizzare un habitat adeguato, dovremo allestirlo con diverse piante e attrezzature:

Piante vive possibilmente rampicanti, come Photos, Ficus beniamino, Ibiscus, Schefflera arboricola, Scindapsus. Bisogna fare attenzione, però, ad eventuali effetti tossici o urticanti delle piante scelte. Quelle a foglia larga permetteranno al nostro amico di crearsi dei nascondigli, cosa che aiuta a diminuire lo stress.

Rami robusti, dal fusto ruvido per favorire la presa, di diverse dimensioni, su cui il camaleonte possa arrampicarsi per avvicinarsi o allontanarsi dalle fonti di luce e calore. I rami di pino sono piuttosto adatti allo scopo.

Facciamo attenzione a creare zone più luminose e altre più in ombra, questo permetterà al rettile di spostarsi in base alle proprie esigenze ma aiuterà anche a garantire il mantenimento di zone più dall’umidità più elevata.

Attenzione:

Non utilizzare prodotti chimici per la pulizia del terrario, l'effetto per il piccolo ospite potrebbe essere letale!

L’illuminazione è un altro aspetto molto importante da considerare nell’allestimento del terrario. Dovremo procurarci delle lampade a fluorescenza che emettono sia raggi UVA che UVB, fondamentali per l’assorbimento della vitamina D e le funzioni metaboliche. Queste lampade saranno in funzione almeno 12 ore al giorno, ma serviranno anche delle ore di buio per favorire i ritmi sonno-veglia.
Non posizionare alcuna lastre di vetro o plexiglass tra le lampade e il rettile perché inibiscono il passaggio dei raggi ultravioletti.

Temperature

Dovremo fare attenzione affinché non si creino delle forti escursioni termiche, che potrebbero farlo soffrire o addirittura essergli fatali, ma nemmeno che la temperatura rimanga ovunque costante. Il camaleonte ha bisogno di un clima variabile.
Di giorno la temperatura deve stare intorno ai 27-29°, mentre di notte 18-22° saranno sufficienti.
Le lampade riscaldanti potranno essere posizionate di fianco a quelle fluorescenti, ma dovranno essere protette per evitare che l’animale si ustioni.
Bisognerà considerare anche la grandezza dello spazio da riscaldare e il grado di temperatura ideale in base a quale specie abbiamo scelto.
In commercio si trovano delle lampade a vapori di mercurio, oppure combinate con neon UV 5.0, fornite di timer programmabile per mantenere il microclima ideale.

Umidità

Hanno bisogno di ambienti dall’umidità molto elevata, di solito tra il 50 e l’80%. Ciò permette la formazione di condensa sulle foglie delle piante del terrario, che il piccolo rettile utilizzerà per abbeverarsi.
Ci sono diversi sistemi per garantire l’umidità dell’ambiente, dalla nebulizzazione manuale di acqua tiepida (3-4 volte al giorno), a dei sistemi a goccia dotati di foro sul fondo e da posizionare in alto nel terrario, oppure ancora con sistemi a pioggia con timer programmabili che ricreano più fedelmente le precipitazioni tipiche dell’habitat naturale.
Sono sconsigliate, invece, ciotole e contenitori, perché il camaleonte difficilmente imparerà ad abbeverarsi da quelle.
Importante invece utilizzare acqua demineralizzata, onde evitare accumuli di calcare.

Come alimentare un camaleonte?

La sua dieta è principalmente composta da insetti, come:

Il camaleonte velato, però, gradisce anche ortaggi, come lattuga o indivia, ma anche denti di leone o addirittura frutti come il mango o la papaya.

Nonostante la sua indole pacifica e tranquilla, non dobbiamo dimenticare che il camaleonte è, a tutti gli effetti, un predatore! Preferirà mangiare prede vive piuttosto che morte. Potremo metterle in contenitori profondi dall’imboccatura larga, per assicurarci che non scappino in giro per casa, posizionati vicino ai rami. In alternativa esistono anche delle specifiche scatolette in plastica che sembrano essere piuttosto funzionali, si possono trovare anche su Amazon.
In commercio si trovano insetti vivi ma possono anche essere allevati in casa.
Tuttavia, molte persone riescono ad avere successo anche con insetti morti, che si possono raccogliere nei campi oppure acquistare già spezzettati presso negozi specializzati oppure online.
Bisogna prestare molta attenzione alla qualità del cibo ma anche alle dimensioni, che non dovranno essere superiori a quelle della sua bocca.

Info Utile:

un sistema efficacie per alimentare il camaleonte con insetti morti è quello di farglieli penzolare di fronte con una pinzetta, simulando il movimento dell'insetto il rettile crederà che sia vivo.

Quanto tempo vive un camaleonte?

La longevità del camaleonte varia dai 2 ai 15 anni, in base alla specie. I maschi vivono intorno ai 4/8 anni, mentre le femmine in media dai 2 ai 4 anni.

Spesso, le variabili principali per gli esemplari in cattività sono relative al loro stato di salute.

I problemi più comuni sono:

Problemi alle ossa (causata dalla mancanza di vitamina D3 per insufficiente esposizione ai raggi UVA e UVB. I sintomi più visibili sono: tremori, difficoltà di movimento, arti e caschi piegati, difficoltà a nutrirsi)

Disidratazione (la pelle risulta secca e gli occhi tendono ad infossarsi)

Infezioni varie (soprattutto a lingua, bocca e occhi)

Malnutrizione

Ritenzione delle uova

 

Frequentemente, una di queste cause sarà scatenante e le altre seguiranno. È perciò molto importante sottoporre l’animale a regolari controlli dal veterinario.

Quanto costa mantenere un camaleonte?

Il costo complessivo per il camaleonte e tutto il necessario non è propriamente basso ma nemmeno eccessivo.
Il prezzo di un esemplare oscilla tra i 100 e i 300€, a cui vanno aggiunti i costi per l’acquisto del terrario e dei sistemi di illuminazione, riscaldamento e umidificazione. Per essere ancora più precisi, il consiglio è di fare anche una stima dei consumi di elettricità e delle quantità di cibo in base a quantità e frequenza di alimentazione dell’animale.

Dove si compra un camaleonte?

I negozi specializzati nella vendita e allevamento di rettili sono il riferimento principale, ma dovremo assicurarci che siano stati cresciuti e curati bene, soprattutto i cuccioli, e che ci vengano consegnati in salute. I camaleonti vengono solitamente messi in vendita quando hanno tra 3 e 8 settimane.
Un’alternativa molto valida sono i centri di recupero per animali esotici, come i CRASE; qui è spesso possibile trovare animali che sono stati abbandonati o che hanno avuto delle brutte esperienze ma che sono stati curati e seguiti da esperti che eseguono tutti i controlli di routine.

Ecco l’insieme di informazioni basilari che riteniamo importanti per chi sta pensando di prendere con sé questo animaletto. Il camaleonte è un animale domestico delicato e necessita di parecchie attenzioni anche nell’essere maneggiato. Più che un animale da compagnia è una presenza silenziosa da osservare… a distanza. 

Ciò non toglie nulla al grande fascino del poter ospitare in casa nostra una meraviglia della natura, più unica che rara.