Coronavirus e animali domestici

Molti di noi padroni di pet in questi giorni così delicati si chiedono cosa debbano sapere e fare per rimanere in sicurezza rispetto al Covid-19.
Abbiamo fatto, quindi, un po’ di ricerca per raccogliere info e fare un po’ di chiarezza nel marasma di (dis)informazione che ci fornisce il web.

Inutile dire che la situazione è seria, non tragica, ma decisamente allarmante. La cosa più importante, come sappiamo, è limitare il più possibile la diffusione di questo nuovo coronavirus rimanendo in casa, adottando tutti i presidi consigliati dal sito ufficiale del governo, e soprattutto non lasciarsi influenzare dai media e dagli allarmismi insensati che possono portare a mal gestire la situazione, inclusi i comportamenti verso i nostri adorati compari quotidiani.

E a proposito di animali domestici e COVID-19, possiamo iniziare con il dire che la ricerca scientifica ad oggi esclude la possibilità che gli animali domestici siano veicolo di contagio. Ciò significa che gli animali domestici non vengono infettati dal virus.

Potrebbero tuttavia essere contaminati, come è successo al cagnolino (Pomerania) ad Hong Kong.

Il caso del cane di Hong Kong

I primi di marzo 2020 sono usciti diversi articoli che parlano del primo (e al momento unico) cane trovato positivo al virus. Sul piccolo Pomerania sono state trovate lievi tracce del COVID-19.
A questo punto, molti si chiederanno: “Ma se i pet sono immuni al virus, come è possibile che un cane sia risultato positivo?”

Il cagnolino, che pare esca di rado, è entrato a contatto ravvicinato con la padrona, una signora di 60 anni che è risultata positiva al test. Quando hanno fatto dei controlli tramite tampone, hanno rilevato la presenza del virus anche sul muso del cane. Questo, molto probabilmente, significa che il virus ha semplicemente aderito alla mucosa nasale del cane.

A tal proposito, il direttore dell’Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia, Giovanni Maga, spiega che «I coronavirus sono molto specifici: o si adattano all’uomo o al cane, non abbiamo precedenti di altro tipo. Questo perché se un virus si adatta all’uomo non trova poi nel cane o nel gatto i recettori giusti e un organismo idoneo alla sua replicazione».

Quindi, qual è la differenza?

Il contagio consiste nell’avere il virus attivo nel sistema dell’organismo ospite, mentre la contaminazione vuol dire che l’organismo ospite è venuto a contatto con il virus senza averlo contratto.

Infatti, il cane in questione non aveva nessun sintomo: né tosse, né febbre. Nulla.

Come possiamo capire dall’esempio riportato, è proprio sulla distinzione dei due concetti che è utile riflettere e informarsi, perché rispetto alla contaminazione possiamo (e forse dobbiamo) fare qualcosa.

Info Utile:

I coronavirus (CoV) sono un’ampia famiglia di virus che si suddivide in sottofamiglie identificate con le lettere dell’alfabeto greco. Gli alfa e i betacoronavirus infettano principalmente i mammiferi, mentre i gamma e i deltacoronavirus infettano principalmente gli uccelli e i pesci. Il COVID-19 appartiene ai betacoronavirus.

Come tenere gli animali domestici al sicuro dalla contaminazione?

Quello che possiamo fare per tenere i nostri pet al sicuro dalla contaminazione, e di conseguenza proteggere anche noi e i nostri cari, si può riassumere in azioni tanto semplici quanto efficaci.

I veterinari consigliano di:

  • Evitare di farsi leccare o tenere gli animali addosso. Questa è un’indicazione che ha senso a rigor di logica. Nel malaugurato caso in cui la bestiola abbia addosso il virus, questo verrebbe a contatto con noi. È, perciò, appropriato ridurre al minimo anche i contatti con i nostri pet, soprattutto con il muso, le zampe e il pelo.
  • Spazzolare più spesso il pelo. Indossare quanti e mascherine, spazzolare il manto del nostro pet, avendo cura di eliminare i peli in modo sicuro (ad esempio nel water) e disinfettare la spazzola con prodotti a base di alcol o cloro, come indicato per questa specifica situazione.
  • Lavaggi più frequenti. Mediamente, per gli animali domestici è sufficiente un lavaggio mensile, come spieghiamo più in dettaglio nel nostro articolo dedicato alla toelettatura. In questo caso, i veterinari consigliano un lavaggio ogni 15 giorni con shampoo contente Clorexidina al 4%. Questo agente antimicrobico è in grado di uccidere efficacemente virus e batteri. Potrebbe essere efficace anche contro il COVID-19.
    Ma, come spiegato in diverse sedi, un buon lavaggio con acqua e sapone (sempre specifico per animali) è sufficiente.

Anche al rientro dalla passeggiata è bene procedere alla pulizia di muso e zampe in particolare. In alternativa, ci si può munire di scarpette per cani! Su Amazon se ne trovano per tutti i gusti.

La ricetta vincente: informazioni ufficiali + buonsenso

In questi momenti difficili non è semplice mantenere uno sguardo lucido rispetto a ciò che accade. La paura, il panico e la disinformazione tendono a farla da padroni nella comunicazione tra persone, e il tutto è spesso amplificato dall’utilizzo dei mass-media.

Il rischio per molti animali domestici, ancora una volta purtroppo, è quello dell’abbandono.

Dal 20 febbraio all’8 marzo sono stati registrati 2000 cani in più nei canili rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Una media terrificante di 200 cani al giorno!
Ciò si presuppone sia dovuto più alla paura che gli animali siano fonte di contagio, piuttosto che in reali situazioni di contatto con persone contagiate.
Questa situazione ovviamente spinge le persone a reagire in modo spropositato alla paura, oppure, ancora peggio, si pone come scappatoia comoda per tutti coloro che premeditano da tempo un gesto del genere.

La stessa comunità scientifica fa notare che, paradossalmente, in tutti questi casi in cui bisogna evitare il contatto umano il più possibile, i nostri pet potrebbero essere l’unico contatto che potremmo mantenere finché non si risolverà questa situazione. Nella maggior parte dei casi, l’effetto psicologico del rimuovere un animale dalla nostra casa potrebbe essere un rischio addirittura superiore a quello del contagio.
Perché, è bene ricordarlo, il contagio avviene mediante il contatto diretto fra persona e persona, attraverso la trasmissione a distanza ravvicinata di fluido contenente il virus.

Noi di PetCorner preghiamo i nostri lettori a informarsi in modo accurato presso fonti autorevoli, divulgare le informazioni corrette ogni volta che è possibile e tenere sempre ben attivo il buonsenso.

In che modo?

Rimanendo ancorati ai dati e ai fatti, non alle congetture e al sentito dire da chiunque. Ad esempio, tra le domande utili da farsi, due tra le più importanti sono:

  • L’animale appartiene a persone infette o che presentano sintomi sospetti?
  • Abita o frequenta abitualmente le zone definite “rosse”?

In conclusione, è senz’altro importante fare attenzione a diversi aspetti che abbiamo trattato in questo articolo, non ultima l’attenzione a non lasciarsi trasportare da reazioni insensate e spropositate.
Seguire le indicazioni ufficiali è il modo più sensato di gestire la situazione attuale.

Teniamoci stretti i nostri pet!