Allergia e razze di gatto anallergico: indicazioni utili

Ci piacciono gli animali e in particolare adoriamo i gatti! Ma c’è un problema: siamo allergici!
Cosa è utile sapere?

In questo post cercheremo di tracciare sinteticamente le cause e i rimedi per l’allergia al gatto, con qualche consiglio per chi è allergico e sta pensando di prendere un gatto in casa.

Il dato impressionante è che, ad oggi, circa un terzo della popolazione mondiale presenta qualche forma di allergia ad animali ma anche a polline, farmaci, alimenti… chi più ne ha, più ne metta.
In Italia si stima che circa 10.000.000 di persone soffrono di allergia. Il 10% sul totale è allergica agli animali domestici, di cui il 5% proprio ai gatti.
I dati non sono rincuoranti, in effetti, però un recente studio sulla popolazione infantile svedese condotto dell’università di Göteborg e pubblicata sulla rivista Plos One nel dicembre 2018, dimostra due cose importanti:

  1. Un gatto, o un cane, domestico diminuisce l’incidenza di riniti e dermatiti allergiche durante l’infanzia;
  2. L’effetto è dose-dipendente, ovvero più animali si hanno in casa e minore è il rischio di allergie nel corso della vita.

E le variazioni sono piuttosto consistenti! Emerge che il 48-49% dei bambini che è cresciuto senza la compagnia di un pet sviluppa un’allergia entro gli 8 anni. In bambini cresciuti con almeno un animale domestico l’incidenza scende tra il 43% e il 35%, mentre chi ne ha avuti 3 scende al 24-21%.
Non si hanno ancora dati concreti riguardo al perché, ma l’ipotesi più solida sembra essere legata alla possibilità di favorire la formazione di anticorpi specifici grazie all’esposizione del nostro sistema immunitario agli allergeni prodotti dagli animali.

Ma come funziona l'allergia?

Tra noi umani e il gatto La comunicazione avviane a livello cellulare tramite un allergene e un recettore.
Contrariamente a quanto si pensa, l’allergia NON è al pelo del gatto ma alla proteina FEL D1 che l’animale produce e che è presente nella saliva, nel sebo della pelle, nella forfora e nelle urine.
Il pelo, quindi, non è la causa primaria ma solo il veicolo principale tramite il quale l’allergene si diffonde nell’ambiente. Questa proteina è estremamente persistente nell’aria, data la sua capacità di legarsi con particelle molto piccole.
Sulla superficie esterna delle nostre cellule c’è un recettore che raccoglie l’allergene e attiva la molecola TLR4, che a sua volta fa scattare la reazione allergica.

Come si manifesta la reazione allergica?

Prima di tutto è bene sapere che non sempre le reazioni allergiche sono immediate. Può capitare, infatti, che si manifestino a distanza di tempo, specie se il gatto è ancora un cucciolo.
I gattini, proprio perché più piccoli e ancora in fase di crescita, hanno una minore produzione della proteina incriminata.
Quando si manifesta, l’allergia può avere diverse tipologie di sintomi che possono presentarsi separatamente o tutti insieme e con diversi gradi di intensità.

Quelli più comuni sono:

  • Orticaria (sia al contatto che dopo un graffio);
  • Arrossamento;
  • macchie su viso, collo e petto;
  • Rinite;
  • Starnuti intensi;
  • Lacrimazione;
  • Congiuntivite;
  • Gola secca;
  • Asma;

Quali sono i rimedi?

I rimedi utili da segnalare sono distinguibili principalmente in due categorie:

  • Farmacologici
  • Pratici

Rimedi farmacologici

La maggior parte dei rimedi ha effetto sui sintomi, cioè allevia le reazioni o le annulla completamente, ma non è in grado di guarirci. Una volta terminato l’effetto, saremo punto e a capo.
L’unica soluzione che mira ad affrontare il problema alla radice è l’immunoterapia allergene-specifica (AIT), ovvero il vaccino.

Vediamoli sinteticamente in dettaglio:

Farmaci antistaminici:

come dice il nome, si occupano di inibire la produzione di istamina. Di conseguenza aiutano significativamente a ridurre prurito, starnuti e riniti (naso che cola).

Alcuni esempi: fexofenadina, cetirizina, loratadina.

Farmaci corticosteroidi:

anche detti cortisonici, aiutano a prevenire e trattare l’infiammazione causata da tutti i tipi di reazioni allergiche, necessitano di prescrizione medica nella maggior parte dei casi. Ci sono diverse molecole in base alla forma in cui sono (compresse, gocce, spray, liquido per aerosol, pomata, collirio, ecc.)

Alcuni esempi: prednisone, metilprednisolone, flucatisone.

Immunoterapia specifica:

per un periodo variabile da tre a cinque anni si ricevono regolarmente iniezioni o somministrazioni di gocce sotto la lingua contenenti estratti di allergeni. Le dosi sono incrementali e hanno l’obiettivo di desensibilizzare il nostro sistema immunitario agli specifici allergeni e per ridurre o eliminare la necessità di assumere farmaci.
Questo approccio, sebbene in parte più impegnativo dell’assunzione di medicinali al bisogno, risulta particolarmente efficacie nelle allergie al gatto.

Rimedi pratici

Questi rimedi sono fondamentalmente dei consigli rivolti all’organizzazione e alla gestione dei nostri ambienti e di noi stessi, allo scopo di contenere il più possibile il verificarsi di reazioni allergiche.

Alcuni consigli utili sono:

  • Evitare di dare accesso al gatto a tutti gli ambienti della casa;
  • Evitare o eliminare i tappeti e la moquette;
  • Lavare frequentemente tende e tappeti;
  • Limitare il contatto diretto con il gatto;
  • Lavarsi accuratamente e spesso le mani;
  • Tenere puliti gli ambienti e arieggiare spesso;
  • Utilizzare depuratori dell’aria con filtro HEPA (dall’inglese High Efficiency Particulate Air filter);
  • Usare guanti in lattice per le pulizie.
In generale sarebbe opportuno che ad occuparsi direttamente del nostro animale non sia la persona sofferente di allergia.
Nel caso però in cui ciò non sia possibile, ad esempio perché in casa ci abitiamo solo noi… e il nostro adorato gatto, una soluzione piuttosto utile risulta essere l’utilizzo di mascherine usa-e-getta munite di filtro HEPA. Su Amazon si possono trovare dei modelli abbastanza economici, che potrebbero rivelarsi un tocca sana per questo tipo di problema.
Nei casi più gravi, purtroppo, l’unica soluzione rimane l’allontanamento dell’animale da casa. 

Però ci sono delle altre soluzioni possibili, nel caso in cui non riusciamo proprio a rinunciare alla giocosa compagnia del nostro felino preferito.

Razze ipoallergeniche

Se sappiamo già di essere allergici agli animali e stiamo pensando di prendere un gatto, non dobbiamo disperare. Sebbene sia una decisione da ponderare accuratamente, per non doverci poi trovare in situazioni spiacevoli o addirittura senza rimedio se non quello di dare via il nostro gatto, sembra esserci luce in fondo al tunnel.
Da diverso tempo si parla di razze di gatto anallergiche. Questo non è propriamente corretto, in quanto non esiste una razza di gatto che non produce la proteina FEL D1. Esistono però alcune razze considerate ipoallergeniche, ovvero che hanno una produzione molto ridotta di questa proteina e, di conseguenza, l’incidenza di reazioni allergiche è nettamente più bassa.
Alcune delle razze in questione sono elencate di seguito:

  • Siberiano
  • Norvegese delle foreste
  • Balinese
  • Blu di russia
  • Bengala

Molte altre razze sono spesso indicate come ipoallergeniche ma non sempre ci sono dati a supporto. Spesso sono razze che hanno una minor perdita di pelo e ciò induce a pensare che lo spargimento degli allergeni nell’ambiente sia, in ogni caso, ridotto rispetto ad altre razze.

Per tutte quelle razze, invece, che ipoallergeniche non sono, di seguito illustriamo come potrebbero esserci delle notizie davvero confortanti.

Vaccino... per il gatto!

Uno studio piuttosto recente, pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology, ha indagato invece una possibilità alternativa per i nostri amici a quattro zampe.

Sembra essere in fase di sviluppo avanzato un vaccino che potrebbe eliminare, o almeno ridurre drasticamente, il problema. Il meccanismo di questa soluzione risiede nel creare una reazione autoimmune controllata, in modo che la proteina FEL D1 venga attaccata e neutralizzata dal sistema immunitario del gatto stesso.

Sì, perché la particolarità di questo trattamento sta nell’essere un vaccino da inoculare direttamente al gatto. Prima che ci si rizzino i capelli in testa pensando: “Cosa?! Oh povero il mio micio!” bisogna dire che il vaccino non crea nessuna complicazione per il nostro piccolo felino. Dallo studio emerge, infatti, che tutti i gatti hanno sviluppato una risposta immunologica forte e continuativa, sia in vitro (studi durati circa 10 anni) che in vivo (su 54 gatti), senza che venisse riscontrato alcun effetto tossico per l’animale.

Mancano tuttavia ancora molti studi sulla piena correlazione tra la diminuzione della proteina FEL (D1 è la principale, ma esistono anche D2, 3 e 4) e le relazioni allergiche di tutti i tipi ad oggi esistenti.

HypoCat, questo il nome del vaccino dato dal team di ricerca dell’ospedale universitario di Zurigo, in Svizzera, potrebbe essere sul mercato in circa 3 anni. Questo perché, indipendentemente dal livello di piena efficacia, il miglioramento della situazione dovrebbe comunque essere notevole.

In generale, sembra corretto affermare che questa soluzione possa avere dei risvolti marcatamente positivi anche per i felini domestici, in quanto si potrebbe ridurre drasticamente lo spostamento di molti gatti domestici presso rifugi e gattili.

In conclusione di questo articolo in dettaglio sull’allergia al gatto, possiamo dire che il fenomeno è piuttosto diffuso ma ci sono delle soluzioni abbastanza efficaci per orientarci nella scelta o provare comunque a riequilibrare situazioni complicate.

Non dovremo quindi necessariamente privarci dell’adorabile compagnia del nostro amico gatto, dovremo solo adottare delle accortezze per far funzionare la convivenza nel migliore dei modi possibili.